COMUNICAZIONE DEL 03/08/2020
La pubblicazione del bando prevista di norma per il 31 luglio sarà fatta durante la prossima settimana.

EMILIA BENVENUTA BERTOLLA

e

LA FONDAZIONE SCOLASTICA “LEGATO EMILIA BERTOLLA” – MOCENIGO DI RUMO

Storia e informazioni

La Fondazione: Ente morale

Si tratta di un Ente morale, intitolato Fondazione Scolastica “Legato Emilia Bertolla”, con sede nella frazione di Mocenigo del Comune di Rumo ed Ufficio amministrativo a Cles, presso lo Studio di un libero professionista scelto dal Consiglio di Amministrazione.

E’ attiva dal 1930 e giuridicamente riconosciuta con R.D n.1656 dd. 24.11.1932 (Gazzetta Ufficile del 02.01.1933,n.1)

La Fondatrice Emilia Bertolla

Fondatrice del “ Legato Emilia Bertolla “ fu appunto Emilia Benvenuta Bertolla. Nacque il 31 dicembre 1837 da Alessandro Antonio (27.12.1782) ed Elisabetta Zorzi, nella frazione di Mocenigo del Comune di Rumo in Provincia di Trento, allora inglobato nell’ Impero austro-ungarico.

Tredicesima di 15 figli, rimase nubile e probabilmente stette in famiglia. Seguì il padre o qualche fratello nell’emigrazione nelle cosiddette Province italiane. Prima forse a Venezia, da ultimo certamente a Guastalla in Provincia di Reggio Emilia. Qui abitò in una casa signorile in via Gonzaga n.12.

Era “donna benestante”, tanto da permettersi la compagnia di una donna di servizio, Amadea Zani. Godeva della vicinanza affettuosa dei parenti, ivi emigrati: i nipoti Domitilla Bertolla del 1871, figlia della sorella Vittoria; Antonio Bortolo (Tonele) del 1878 e forse Amedeo Riccardo del 1881, figli del fratello Giov.Batt.Antonio del 1827 e il cugino Amedeo Bertolla, citati nel testamento.

A Mocenigo di Rumo, dove erano rimasti parte dei suoi fratelli e parenti, ritornava specialmente d’estate, ospite della sorella Vittoria e del cognato Giorgio, che gestivano lo. Stabilimento di acque termali, denominato “I bagni”.

In questo borgo emiliano, dove andavano a farle visita i parenti emigrati a Carpi (MO) e in altri centri della regione, morì il 23 febbraio 1926, alla veneranda età di 89 anni.

Il Testamento: lascito di beni immobili e finanziari.

Il 20 giugno 1920 scrisse di suo pugno il testamento, presentato al notaio due giorni dopo la sua morte, dalla nipote di fiducia Bertolla Domitilla. Fu infatti consegnato e accettato il 26.02.1926 e registrato il giorno 8 del mese successivo.

Ricordatasi di chi le volle bene, stabilì di lasciare due immobili a Venezia( negozio ora 1/3 del Bar Aurora) in Piazza S.Marco, n.48, un magazzino di scarso valore in Calle Dell’ogio 3131, sestriere Castello) e una cospicua somma dei suoi risparmi, per creare il fondo di dotazione di una Fondazione scolastica , o “Pio Legato”,come si diceva allora. Essa aveva come fine quello di erogare in perpetuo borse di studio annuali ai discendenti dei suoi fratelli e sorelle, promuovendo così la loro istruzione culturale e formazione professionale , dai livelli più bassi a quelli più alti. Auspicava quindi per loro un lavoro qualificato e conforme alla loro indole ed ai loro sogni. Probabilmente intendeva evitare che anch’essi dovessero prendere le strade dell’emigrazione per necessità.

Fu certamente una scelta che dimostrava tutto il suo affettuoso attaccamento alla famiglia ed al paese d’origine: Mocenigo di Rumo. Ma anche la sua lungimiranza. Infatti non lasciava un capitale, che poteva esser sperperato o investito a fini personali dagli eredi, ma un tesoro che col tempo sarebbe aumentato e soprattutto usato per garantire in perpetuo un futuro migliore alle nuove generazioni.